HCE Blog – HCE: l’evoluzione della specie

Lo dico subito, e in modo esplicito: HCE, la scienza che studia e codifica le connessioni delle interazioni umane, rappresenta per il mondo della formazione e per il mondo della comunicazione in generale un salto evolutivo di proporzioni colossali. Una sorta di speciazione, che porterà inevitabilmente all’estinzione di qualsiasi altro approccio o disciplina, come accade in Natura quando una specie sviluppa caratteristiche nuove che la rendono più forte rispetto alle altre specie.
Quali sono, dunque, queste caratteristiche che rendono HCE il nuovo standard nel mondo della formazione e della comunicazione?
 
Anzitutto, la visione d’insieme.
Poi, l’approccio metodologico.
Infine, la modalità di insegnamento.
 
Vediamo da vicino di che si tratta e capiamo insieme perché HCE si pone come l’evoluzione di qualsiasi altro approccio e, allo stesso, novità assoluta rispetto a qualsiasi esperienza o modello precedenti.
 
Per prima cosa, la visione d’insieme. Come ho già scritto in un altro articolo (puoi leggerlo qui), HCE nasce dall’idea di connettere intelligenze e discipline esistenti in una visione sistemica, studiando tutte le variabili che possono caratterizzare un’interazione umana, sia di persona sia attraverso piattaforme virtuali. Tutte queste variabili, è fondamentale sottolinearlo, si influenzano vicendevolmente in ogni istante: il colore delle pareti di una stanza, ad esempio, influenza lo stile emotivo di chi in quella stanza sta conducendo, ad esempio, una riunione. Allo stesso tempo, la disposizione delle persone sedute al tavolo influenza ed è influenzata dai gesti e dalle parole che quelle stesse persone pronunciano, e queste a loro volta sono il riflesso di quanto il corpo ha registrato inconsciamente dall’ambiente circostante a livello di luce e temperatura, in funzione anche della storia personale di ciascun individuo, che a sua volta… insomma: quando si parla di interazioni fra esseri umani, l’unico approccio possibile e l’unico approccio che possa garantire un’efficacia assoluta è proprio quello sistemico e integrato. Essere bravissimi con le parole, ad esempio, ti può portare una considerevole serie di vantaggi ma nulla ti dice circa le parole da usare a seconda del tavolo a cui sei seduto o della fisiognomica del tuo interlocutore. Essere bravissimi nella persuasione, ad esempio, può essere utile fino a un certo punto, se ti manca la competenza linguistica e l’abilità strategica per mettere in pratica i principi di persuasione dei quali sei esperto. Potremmo andare avanti all’infinito con questa serie di esempi pratici, che ci portano a un’unica e inevitabile conclusione: chi comunica deve necessariamente possedere la capacità sia di vedere il quadro d’insieme sia di saper influenzare ogni singola variabile in relazione al contesto in cui opera. Per farlo, deve andare oltre la conoscenza delle singole materie e discipline coinvolte nel processo: deve sapere come funzionano le une rispetto alle altre. In estrema sintesi e con riferimento a solo due delle cinque intelligenze prese in esame da HCE: per comunicare in modo efficace, io non solo devo essere competente in intelligenza linguistica e in intelligenza ambientale (competenze che, con un po’ di fortuna e trovando insegnanti preparati, potrei acquisire anche altrove), ma devo sapere come l’intelligenza linguistica va applicata in relazione all’ambiente in cui viene applicata. Questa visione sistemica e integrata è il principale tratto distintivo di HCE da qualsiasi altro approccio esistente: in quale altra disciplina ti viene insegnato quali parole usare in base al materiale di cui è composto il tavolo a cui sei seduto o alle rughe sul viso del tuo interlocutore? Con HCE entriamo nel campo della scienza della comunicazione, passando dalle informazioni un tanto al chilo che spesso circolano in modo imprudente nei corsi e persino sui libri alla scienza della comunicazione: ogni connessione è ponderata, verificata e, solo dopo i processi di ricerca, integrata in HCE. Questo ci porta alla seconda peculiare caratteristica di HCE, ovvero l’approccio metodologico.
 
HCE, a differenza di qualsiasi altra disciplina e di qualsiasi altro approccio, è l’espressione delle cinque principali intelligenze che sono alla base di ogni interazione umana: l’intelligenza strategica, l’intelligenza comportamentale, l’intelligenza ambientale, l’intelligenza linguistica e l’intelligenza emotiva. Ciascuna intelligenza è stata codificata e resa fruibile attraverso un modello che ne riassume le componenti, spiega quali sono le capacità (soft skills) richieste per poterla padroneggiare e, infine, elenca gli strumenti pratici a disposizione per poterla applicare concretamente. Lo studente HCE si trova dinnanzi, quindi, a un quadro estremamente ricco, completo e, allo stesso tempo, semplice, proprio perché il lungo e laborioso lavoro di codifica delle variabili e delle loro connessioni è stato fatto a monte, in anni di ricerca e sperimentazione.
Parlando di approccio metodologico, l’aspetto più saliente da porre in evidenza è proprio quello relativo allo studio delle cinque intelligenze, che non vengono studiate come materie a se stanti e svincolate rispetto alle altre ma, appunto, nella loro reciproca connessione. Un altro aspetto fondamentale dell’approccio metodologico riguarda la verifica delle informazioni e la costante ricerca. Senza alcuna vis polemica, è da notare che in moltissimi corsi di formazione e in tantissimi libri vengono tutt’oggi erogate informazioni retrodatate, superate dalle attuali ricerche, a volte persino sbagliate. Quando si affronta il tema della comunicazione, a volte ancora si pretende di incantare lo studente con la catalogazione degli esseri umani in prototipi di diverso colore o in tipologie dai nomi bizzarri; oppure lo si vuole sedurre con le fantomatiche percentuali sui livelli di comunicazione (sconfessate persino da chi le ha proposte, ma tant’è); oppure, ancora, lo si vuole incantare con principi venduti come universali ma che di universale, proprio per l’esistenza di una sterminata moltitudine di variabili, non hanno nulla. In HCE, prima di entrare in aula, qualsiasi informazione deve passare attraverso un laboratorio di ricerca ed essere sottoposta ad attenta verifica. C’è di più: il livello di approfondimento delle materie trattate in HCE è tale da creare un distacco molto ampio rispetto ai contenuti attualmente proposti sul mercato. Anche per questo, è giusto dirlo, frequentare un Master di certificazione internazionale in HCE richiede, da parte del partecipante, una attenta riflessione: se sta cercando il solito corso motivazionale, puramente divulgativo, per avere un po’ di “carica” o qualche barlume di competenza, il Master HCE non è di certo la strada più adatta.
 
Chi decida di intraprendere il percorso di certificazione in HCE, pur dovendo impegnarsi moltissimo e dimostrare assoluta dedizione, può contare d’altro canto su un metodo didattico unico nel suo genere, studiato e testato proprio per veicolare nel modo più veloce ed efficace i contenuti HCE, in una scuola anch’essa progettata e costruita per far esprimere allo studente HCE il suo massimo potenziale in termini di apprendimento e di capacità di esecuzione.
 
HCE, dunque, è tutto questo: una visione innovativa e unica nel suo genere, un approccio metodologico rigoroso e scientifico, una metodologia didattica progettata sulla base delle dinamiche di apprendimento del cervello umano. Nessun altro approccio, in nessuna parte del mondo, può offrire altrettanto.

Lascia un commento