HCE MODEL
SCOPO DEL MODELLO

L'intera realtà che ci circonda risponde a criteri specifici. Così come lo scopo della fisica è individuare le relazioni tra i fenomeni naturali e le leggi che li governano, lo scopo di HCE è scoprire quali variabili sono in azione durante una interazione umana e in che modo si influenzano costantemente (in HCE preferiamo l'espressione INTERAZIONE rispetto al semplice termine "comunicazione": scopri perché nelle FAQ che trovi sotto). Una volta codificate tutte queste relazioni, in HCE abbiamo sviluppato schemi e modelli che permettono di comprendere e, per la prima volta, mappare in modo completo ogni interazione umana: finalmente, il codice è svelato.

INTELLIGENCE SYSTEM
Ecco le 5 intelligenze HCE. Attenzione: anche se i nomi possono rimandare a categorie in apparenza simili a qualcosa che puoi aver sentito, si tratta di uno studio assolutamente innovativo, che non prende mai in esame l'intelligenza in sé quanto, piuttosto, la sua continua interazione con altre variabili e intelligenze.
STRATEGICA

L'intelligenza strategica riguarda variabili come capacità di visione a lungo termine, programmazione degli obiettivi dell'interazione, pianificazione e visione sistemica: ti è utile per avere sempre una visione completa della tua strategia e per organizzarla in modo che ogni suo aspetto sia sempre coerente.

COMPORTAMENTALE

E' relativa a tutte le azioni (consapevoli o meno) che si svolgono durante una interazione. Comunicazione non verbale, persuasione, microespressioni facciali, dinamiche di gruppo, psico-comportamentalismo: avere la piena padronanza di queste variabili ti permette di interpretare -e di influenzare- il comportamento del tuo interlocutore.

AMBIENTALE

Ogni dettaglio conta, dall'ambiente in cui l'interazione si svolge (spazi, forme, colori, materiali, luce) ai canoni estetici espressi dai partecipanti all'interazione: sapere come queste variabili influenzano emozioni, comportamenti e percezioni ti è utile perché ti permette sfruttare anche le variabili ambientali a tuo vantaggio e di adattare il tuo stile di comunicazione in base al contesto in cui ti muovi.

LINGUISTICA

Riguarda la scelta e l'utilizzo del linguaggio per ottenere esattamente i risultati desiderati. Ti è utile perché con le parole giuste puoi, da un lato, influenzare percezioni e comportamenti di qualsiasi tuo interlocutore e, dall'altro lato, profilarne i tratti caratteriali e di pensiero. Le parole determinano il modo in cui il tuo interlocutore vede la realtà: quando controlli le parole, definisci il contesto.

EMOTIVA

L'intelligenza emotiva ti permette di connetterti con la parte più profonda di te stesso, di sviluppare un dialogo interiore costruttivo e di fronteggiare le situazioni della vita con sicurezza, senso di efficacia, carisma. Gestione dello stato emotivo, leadership ed empatia sono alcune variabili che appartengono a questa specifica intelligenza.

HCE: CONNECTIONS
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Le connessioni sono il cuore pulsante di HCE. E la grande differenza rispetto a tutto il resto. Per capire meglio, prendiamo due argomenti qualsiasi che puoi aver sentito in un "normale" corso di comunicazione: metamodello linguistico e i lie-detector, ovvero gli indicatori di menzogna. Durante l'apprendimento di HCE prima impari a padroneggiare entrambi questi strumenti (che, rispettivamente, appartengono agli strumenti dell'intelligenza linguistica e comportamentale), poi ti insegniamo come queste due variabili si influenzano rispettivamente. Ad esempio, lo sapevi che il momento migliore per porre una domanda di metamodello linguistico è 4 secondi dopo aver individuato un indicatore di menzogna?

IL MODELLO S.E.T.U.P.

Ecco uno dei 5 modelli HCE: il modello S.E.T.U.P. , ovvero il modello che sintetizza le variabili in azione appartenenti all'intelligenza strategica. Lo schema che vedi qui sotto è solo una parte del modello completo: ad ognuna delle variabili identificate, infatti, corrispondono una serie di strumenti specifici per influenzarla e, soprattutto, di connessioni con altre variabili. Durante i Master HCE vieni continuamente guidato attraverso l'utilizzo e l'applicazione pratica dei modelli, e questo ti consente in ogni momento di sapere esattamente a che punto sei, cosa puoi fare, e come farlo. Questa è la potenza di HCE.

SCHEMA

Questa caratteristica è duplice: da un lato, rappresenta l'abilità di riconoscere modelli ricorrenti, per poterli identificare e ottimizzare. Allo stesso tempo, è fondamentale sviluppare la capacità di creare nuovi format. Alcuni degli strumenti specifici per questa area sono il pensiero astratto e l'organizzazione dei processi sistemici.

ENDPOINT

Ogni interazione, anche la più piccola, ha uno specifico obiettivo (che a volte è inconsapevole). Questo ramo del modello raggruppa tutte le abilità e gli strumenti specifici per la creazione, la gestione e la verifica degli obiettivi.

TEAM

I nostri risultati dipendono sia da noi, sia dalle persone che ci circondano. In questa area HCE ha identificato quelle variabili che, a livello strategico, facilitano (o, a volte, ostacolano) il raggiungimento dei propri scopi perché il team coinvolto risulta poco funzionale.

UNITY

Una delle più grandi sfide per raggiungere l'eccellenza è la coerenza. Spesso, dopo aver identificato gli obiettivi da raggiungere, viene a mancare la capacità di verificare i risultati e di intraprendere le azioni necessarie per rifocalizzarsi.

PLAN

"Failing to plan is planning to fail", cita un adagio attribuito a Benjamin Franklin. Il modello setup dedica un'intera sezione per tutte le abilità inerenti alla pianificazione, organizzazione e gestione strategica delle proprie attività personali e professionali.
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IL MODELLO S.C.O.P.E.

Ed ecco, come secondo esempio, il modello dedicato all'intelligenza linguistica: il modello S.C.O.P.E. . Per la prima volta, il modello che finalmente mette ordine e collega tutte le variabili che interessano la parte linguistica di ogni interazione. Anche in questo caso, abbiamo rappresentato qui di seguito fino al livello 3 del modello, che è composto in totale da 5 livelli, di cui l'ultimo sono gli strumenti linguistici. Pattern, teoria dei 3 cervelli, modelli ipnotici, neurosemantica, type token ratio sono alcuni degli strumenti che chi conosce il modello S.C.O.P.E. impara a padroneggiare e ad usare a proprio vantaggio.

SEMANTIC

Riguarda tre categorie linguistiche essenziali: i filtri, ovvero la dinamica di funzionamento del cervello dal punto di vista della elaborazione inconscia delle informazioni; i frames, ovvero il modo in cui noi collochiamo le informazioni nel contesto e le parole (WORDS), la scelta lessicale pura e semplice. Se consideri che l'essere umano elabora la realtà in base alla cornice (FRAMES) con il quale vengono fornite le informazioni e in base al significato che attribuisce alle parole (WORDS e FILTERS), puoi comprendere che padroneggiare questo aspetto del linguaggio ti conferisce un potere straordinario.

CONTENT

E' il contenuto, nella sua struttura: il testo riesce a creare interesse (INTEREST) attraverso una efficace elicitazione dei bisogni e una adeguata sollecitazione dei desideri? C'è una storia (STORYTELLING) che, attraverso il modello narrativo più pertinente al contesto e al target, solleciti una risposta empatica nell'interlocutore? Infine, sono presenti e, se sì, in quale quantità, i PATTERNS linguistici in grado di suscitare i comportamenti o i pensieri previsti in chi ci parla, legge o ascolta?

ORDER

Le parole giuste, nel giusto ordine. E con il giusto tono. E con la giusta struttura espositiva. Gli elementi da considerare sono molteplici. In LEVELS si considera la congruenza paraverbale, sia che si tratti di testi scritti sia che si tratti di conversazioni. La struttura (STRUCTURE), invece, riguarda la forma fisica delle frasi, la loro bilanciatura, la loro ritmica. Infine, in questo elemento del modello si studia e si applica l'impianto relativo ai tre cervelli (3 BRAINS), attraverso l'uso delle sequenze più congeniali al cervello del nostro interlocutore.

PERSUASION

Ogni comunicazione deve possedere, in relazione a destinatari e scopo, un particolare gradiente di persuasività. Attraverso gli strumenti tecnici compresi in "retorica" (RETHORIC), come gli stratagemmi linguistici o le metafore, si può persuadere qualsiasi interlocutore, come attraverso le tecniche legate alla seduzione del testo (SEDUCTION) intesa come capacità di attrarre a sé l'assenso di chi riceve la comunicazione: psicologia comportamentale, bias cognitive e persuasione ne sono le colonne portanti. In ARGUEMENT, infine, trova spazio la capacità di dibattere e di argomentare le proprie posizioni, attraverso specifiche tecniche linguistiche e altre fondamentali leggi di persuasione.

EFFECTIVENESS

L'ultima parte del modello coinvolge la pragmatica (PRAGMATICS), intesa soprattutto come la capacità di allineare intenzioni e risultati e di comprendere gli effetti che la nostra comunicazione ha sugli interlocutori. OUTCOMES riguarda invece la capacità di modificare la parte linguistica in base ai risultati che stiamo ottenendo. Ad esempio, con tecniche di gestione obiezioni e trasformazione del punto di vista del parlante. Infine, che comunicazione sarebbe senza una CTA, ovvero una chiamata all'azione (ACTIONS)? Se comunichi, vuoi che qualcosa succeda: ci sono regole molto precise affinché ciò accada. Questa sezione del modello ti dice quali.
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